LXX

Carissimo Franco,
vinco la mia innata pigrizia e prendo la penna in mano per scrivere a te; sembra quasi assurdo che due persone che vivono nella stessa città debbano ricorrere alla posta per comunicare fra loro.
Ma noi due facciamo una vita talmente diversa, frequentiamo persone così differenti che ci capiterà di incontrarci la prossima volta... fra una decina di anni.
E non vorrei che tu, per tutti questi anni, andassi in cerca del tuo disco. Lo sai di averlo lasciato da me il pomeriggio in cui sei venuto con Gianna?
Ho pensato, dopo aver atteso molto tempo, che tu avessi dimenticato di averlo portato da me, tanto più che io stessa ho sentito quando affermavi che quello era il tuo disco preferito. E non hai torto, perché è veramente una musica suggestiva, che fa sognare.
Come sono cambiati i nostri gusti in questi ultimi anni, vero? Ti ricordi l'epoca della scuola? Io credo di non averti più rivisto da allora, salvo appunto quel pomeriggio in cui Gianna ti portò in casa mia per i soliti quattro salti.
Mi sarebbe piaciuto parlare con te un poco più a lungo, sapere del tuo lavoro e della tua vita attuale, ma non ne abbiamo avuto il tempo.
E ora ho pensato di scriverti per sapere dove potrei portarti il disco.
Gianna mi ha detto che tu lavori più o meno dalle parti dove io vado ogni giorno a scuola: potremmo anche vederci un giorno dopo il lavoro.
Oppure hai deciso di lasciare a me il tuo disco? L'ho già sfruttato molto perché ogni sera non resisto alla tentazione di riascoltarlo.
Aspetto dunque una tua risposta.
Sincere cordialità.
vinco la mia innata pigrizia e prendo la penna in mano per scrivere a te; sembra quasi assurdo che due persone che vivono nella stessa città debbano ricorrere alla posta per comunicare fra loro.
Ma noi due facciamo una vita talmente diversa, frequentiamo persone così differenti che ci capiterà di incontrarci la prossima volta... fra una decina di anni.
E non vorrei che tu, per tutti questi anni, andassi in cerca del tuo disco. Lo sai di averlo lasciato da me il pomeriggio in cui sei venuto con Gianna?
Ho pensato, dopo aver atteso molto tempo, che tu avessi dimenticato di averlo portato da me, tanto più che io stessa ho sentito quando affermavi che quello era il tuo disco preferito. E non hai torto, perché è veramente una musica suggestiva, che fa sognare.
Come sono cambiati i nostri gusti in questi ultimi anni, vero? Ti ricordi l'epoca della scuola? Io credo di non averti più rivisto da allora, salvo appunto quel pomeriggio in cui Gianna ti portò in casa mia per i soliti quattro salti.
Mi sarebbe piaciuto parlare con te un poco più a lungo, sapere del tuo lavoro e della tua vita attuale, ma non ne abbiamo avuto il tempo.
E ora ho pensato di scriverti per sapere dove potrei portarti il disco.
Gianna mi ha detto che tu lavori più o meno dalle parti dove io vado ogni giorno a scuola: potremmo anche vederci un giorno dopo il lavoro.
Oppure hai deciso di lasciare a me il tuo disco? L'ho già sfruttato molto perché ogni sera non resisto alla tentazione di riascoltarlo.
Aspetto dunque una tua risposta.
Sincere cordialità.


Nessun commento:
Posta un commento