10 marzo 2008

Ti amo, Carla

XXXIV

Ti amo, Carla
Ti amo, Carla,
e questo tu lo sai da tempo, anche se ti piace fartelo ripetere molto spesso. Ti amo, anche se questo amore mi fa patire mille strazi e mille pene, perché tu giochi come vuoi con il mio cuore e con il mio sentimento.
Perché dunque vuoi essere crudele con me? Perché vuoi mostrarti tanto insensibile? Pensi forse che gli uomini siano sempre tutti ai piedi della sua sfavillante giovinezza?
Vorrei poterti far capire che il mio animo piange e ti vuole sempre tanto bene: ma tu forse non conosci la sofferenza e nemmeno l'amore.
Tu forse prendi tutto come uno scherzo, e sei convinta che l'ammirazione di ogni uomo sia dovuta alla tua bellezza.
I tuoi occhi cambiano espressione come il mutar del vento; la tua voce passa con facilità dalla gioia alla tristezza come quella di una bimba.
Ma tu non sei più una bambina, perché conosci a fondo ogni modo per legarmi sempre più a te. Non mi lasci allontanare di un passo, e quando ti accorgi dei miei tentativi di ribellione, immediatamente rimetti in opera tutto il tuo diabolico fascino.
Ma come posso io continuare in questa tempesta? Non so cosa mi accadrà... Ti chiedo di riflettere e di interrogare sinceramente te stessa.
Desidero una tua risposta che mi porti un poco di calma.

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