11 marzo 2008

Tante cose posso sopportare

XXXV

Tante cose posso sopportare
Tante cose posso sopportare, mia cara Sara, molte situazioni penose ho già passato nella mia vita, ma questa incertezza mi consuma, avvelena tutte le mie ore e tutti i miei pensieri.
Non posso farci niente, lo so, mio amore grande, il tuo umore cambia da un momento all'altro come le giornate di marzo, e le tue decisioni sono labili come il vento.
Non è in questo modo che ho sempre sognato la mia donna, e non è così che ti vorrei accanto a me per tutta la vita.
Ma, nonostante questo, ti amo, non posso stare lontano da te neanche per un giorno. Mille volte ho deciso di finire tutto, di troncare questa relazione che mi porta troppo dolore. E tutto è stato inutile: il ricordo di te, della tua voce mi dà tanta sofferenza che devo correre fra le tue braccia per sentirti ancora mia.
Il pensiero di non vederti più mi riempie di terrore e mi fa dimenticare tutti i tuoi capricci.
Sei tu, amore bello, sei tu che non devi abusare del mio affetto, sei tu che dovresti aver pietà di me. Ma forse la mia sofferenza ti fa piacere: perdonami questo pensiero, ma solo così posso spiegarmi il tuo modo di agire.
Non capisco però come tu possa vedermi soffrire per colpa tua se mi ami veramente. Forse allora non mi vuoi bene? No, non è possibile, è un pensiero assurdo, pazzesco. Io ho visto i tuoi occhi colmi di passione, ti ho sentita fremere fra le mie braccia, ricordo la tua voce carica di tenerezza.
Lo so, lo so, che mi ami, ed è appunto solo questa convinzione che mi ha sempre dato la forza di perdonarti tutto.
Tu pensa al nostro amore, Sara, al nostro avvenire: credi che tutti questi capricci possano giovargli? Pensaci bene, cara, e rifletti a lungo.
Ti abbraccio forte.

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