9 marzo 2008

A che pensi in questo istante

XXXIII

A che pensi in questo istante
A che pensi in questo istante, amore mio bello? È il tuo volto illuminato di gioia o i tuoi occhi sono cupi e foschi come nei momenti di tempesta?
Potrei pensare che da ieri a oggi il tuo cuore sia cambiato, perché ormai so che la tua bocca, in un batter di ciglia, passa dal pianto al riso. Ma purtroppo non riesco a pensare con certezza a nulla: di te non posso mai prevedere niente, perché sei troppo adorabilmente capricciosa e mutevole.
E io ti amo tanto ugualmente: le parole cattive che mi hai detto ieri le voglio dimenticare, e spero ancora che tu ripensi alle promesse che mi hai fatto nei giorni sereni.
Ho fiducia in te, nonostante tutto e fiducia nel tuo grande, paziente amore. La tua immagine mi segue anche se sei lontana, e il tuo nome non abbandona neanche per un istante le mie labbra.
Dovrà certamente arrivare il giorno in cui tu vedrai fino in fondo al mio cuore e cesserai allora di farmi soffrire. So che l'amore non è soltanto dolcezza ma anche tormento: è per questo che aspetto pazientemente, per questo che passo senza ribellarmi le notti insonni.
Se non avessi la speranza che tu un giorno avrai pietà di me, il mio cuore si spezzerebbe: ma fino a quando tu mi porterai pena? Ricordati che la creatura umana può sopportare fino a un certo limite; ricordati che non si può giocare per tutta la vita.
Ti bacio con devota passione, mia adorata, e aspetto di rivederti presto con il volto sereno.

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